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NESSUNO SI ERA MAI OCCUPATO DI NOI

6 settembre 2007

 

 

Alcune frasi possono entrare nel cuore e fissarsi nei nostri ricordi con una forza che non smette di emanare la sua energia.

Qualche tempo fa alla termine di una sessione di prestiti in un villaggio tribale nelle foreste nell’India del sud, ricordo che una donna mi fermò con garbo offrendomi un piccolo fiore e si rivolse a me dicendomi: ‘’perché state facendo tutto questo per noi?  Nessuno si era mai occupato prima di noi. Noi siamo poveri e non contiamo niente. Voi che avete tanti soldi potete fare tutto quello che vi pare, perché venite qui ad aiutare queste persone senza un futuro che non conoscete e che non possono darvi niente?’’

Mi ricordo ancora lo sguardo sereno sul suo viso affaticato e l’atteggiamento indifeso che aveva assunto con le mani giunte nel porgermi questa domanda che probabilmente serbava in se da molto tempo. Non riesco a dimenticare come la donna guardava nei miei occhi per capire cosa stavo pensando e mi ricordo che ebbi una forte spinta ad abbracciarla ma subito realizzai che non potevo andare contro l’uso locale che impone che uomo e donna non si tocchino mai in pubblico.

I fuoricasta in India non hanno nemmeno il diritto di proiettare la loro ombra su quella delle altre persone e quella donna stava chinata di fronte a me con l’umiltà di chi non si sente degno ma la sensazione di chi ha capito che qualcosa di straordinario sta per capitare nella sua vita.

Condividere in armonia aiuta l’uomo a sentirsi parte del tutto da cui proviene, la solitudine della prosperità isolata ed individuale è la peggior condanna che il denaro può provocare. Siamo tutti una cosa sola ed il benessere collettivo deve essere la spinta che anima ogni essere umano che desideri ricongiungersi ed essere in pace con l’universo al quale appartiene. E’ questo per me il semplice principio della felicità, la ragione di vita che spinge ad amare, la spinta che riporta l’uomo alle sue origini e lo riavvicina al divino.

Non risposi a quella donna con queste riflessioni che probabilmente non avrebbe potuto capire, le presi con discrezione le mani callose e le dissi ’’quando tu riesci a raccogliere un po’ di cibo da portare a casa, a chi lo dai per primo?’’, ’’ al mio bambino’’ mi disse. ’’ Bene, allora puoi capire come mai qualcuno qui e nel mio paese sacrifica ogni giorno una parte dei propri soldi e del proprio tempo per aiutarvi e per prendersi cura di voi, perché tu fai la stessa cosa per il tuo bimbo. Questo si chiama amore ed è uguale in tutto il mondo e in tutte le religioni’’.

Si mise in ginocchio e cominciò a recitare dei versi in telugu, stava pregando per me il suo Dio induista, il Dio dell’amore. Stava pregando per tutte le persone che amano gli altri nei loro gesti quotidiani e per quelli che sostengono i bisognosi, con le loro preghiere e attraverso la solidarietà e l’amore.

Ho ancora rivisto quella donna, adesso non mi ferma piu’ per farmi domande, si limita ad unire le mani in segno di ringraziamento e a sorridermi con dignità; oggi è diventata leader del suo gruppo di villaggio ed ha avviato una piccola attività di rivendita di verdura con il marito. Con parte dei suoi guadagni giornalieri aiuta due fratellini orfani del suo villaggio ed insegna alle donne del suo gruppo come vincere la povertà e l’emarginazione grazie al microcredito e l’autosostegno solidale.

Se ci sono frasi o situazioni che vi hanno segnato intensamente o che sono entrate nel vostro cuore , vi invito ad inviarle e a condividerle con noi se vorrete. Un’esperienza condivisa è una ricchezza che non smette mai di emanare il suo profumo.

LS 

 

 

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